Primo mese di viaggio, le mie riflessioni.

Oggi festeggio finalmente il 31 esimo giorno trascorso dalla mia partenza per il giro del Mondo. Sotto di me sono passati circa 4000 km di asfalto, centinaia di esperienze, miriadi di persone incontrate e amicizie strette, tanto che sembra di viaggiare da diversi anni.

Il tempo in viaggio ha tutta un’altra dimensione, le giornate si allungano all’inverosimile, si torna ai ritmi della natura, ci si sveglia alle prime luci e ci si corica al calare del sole, si rinasce.. in moto il tempo e lo spazio si confondono, si possono fare 50 km in dodici ore come 500 e iniziare la giornata in un paese e finirla in un altro. Il proprio ego si sgretola man mano, ci si apre a nuove esperienze, le paure che prima ti affliggevano ora sono solo un ricordo, la tua mente cambia, si adatta, i tuoi pregiudizi cedono il passo alla voglia di socializzare, la tua anima cresce. Ogni chilometro, ogni persona conosciuta, ogni panorama goduto, ogni nuova parola imparata e ogni difficoltà risolta accrescono e rinforzano la voglia du continuare questa avventura, giorno dopo giorno. In un certo senso ci si sente vuoti, come un vaso senza terra, pronti a tutto, pronti ad accogliere qualunque cosa. Quando ero fermo, a casa, nella mia “confort zone” avevo miriadi di paure riguardo ad inconvenienti, solitudine, nuove lingue sconosciute, lontanaza da casa e dagli affetti..ad oggi dopo un mese di viaggio, senza meta e senza data di ritorno, lontano da casa, da solo in questa tenda bollente con un barattolo di olive e due fette di pane, mi posso dire in pace e felice. I problemi si risolvono, le ansie si superano… Coraggio é paura più un passo.

Detto ciò ad oggi 19 Aprile mi trovo in Grecia, a Kabala poco ad Est di Salonicco, forse in 4 giorni arriverò finalemnte ad Istanbul, in un nuovo paese e in un nuovo Continente, forse mi scadrà il visto pakistano prima di arrivare in Pakistan, forse spedirò la moto dal Qatar per andare in India, forse passo dalla Georgia, o forse domani mi si spacca la moto, ma ora per certo mi vado a mangiare un Kebap. – Hic et Nunc is the way.

Carlo di Todaro

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