SARDEGNA 08/2017, proviamoCI prima di partire…

Sardegna bellissima Sardegna… era molto importante per me ma credo in  ottica viaggio quasi per tutti, provare finalmente la moto che ormai si prepara da mesi. Anche rimettermi alla prova e rispolverare la passione per i motoviaggi  dopo svariati mesi passati nella quotidianità lavorativa era fondamentale.

Finalmente arrivano le ferie dopo 15 mesi di lavoro ininterrotto e senza pensarci due volte sono gia in sella a google map e a siti di moto itinerari in sardegna, già a sognare spiagge paradisiache e strade mozzafiato. tempo: 10 giorni – Previsti 1000km ca – budget:  450 Euro.  nei giorni prima giu a preparare tutte le ultime cose e l’ 11 agosto sono pronto a partire. le aspettative e le responsabilità di questo viaggio sono tante e forse

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carico troppo, perdendo un po di stimolo “avventuriero” nei primi momenti del viaggio, stando troppo attento a tutti i dettagli e piccolezze “la moto andrà bene??” ” e se..??'” “hai tutto per..??” ecc ecc. fin da subito comunque sento che questi pensieri saranno di esperienza, ingrano la prima e cerco di pensare solo a viaggiare.

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Nei primi giorni di viaggio in sardegna ho insieme a me mio padre e mia madre che hanno speso le loro ferie felici di passare qualche giorno e qualche chilometro insieme, prima della mia partenza per il giro del mondo. Dopo due giorni ci dividiamo e da lì parte l’ avventura! non vedo l’ora di mettere alla prova questo tanto blasonato tenere 660, ma anche tutta la mia attrezzatura e vedere se sarà all’altezza.. la prima notte da solo decido di rifocillarmi prima di giorni pieni di chilometri e prendo una stanza a Santa Teresa, giro un po nelle centinaia di viuzze del paese costruito su una collina, assaggio un po di pesce locale,  qualche pagina di libro e vado a riposarmi. il giorno successivo prevedo circa 250 chilometri fino a Bosa, dove mi fermerò in un campeggio poco fuori dalla cittadina, dopo aver percorso una delle strade piu belle che abbia mai visto, la SP 105.IMG_20170812_204247 finalmente dopo mesi torno a riassaggiare quella sensazione e quegli odori che hanno i campeggi quando ci arrivi in moto, sei stanco  e felice dei posti attraversati per arrivarci.

ATTREZZATURA DA CAMPEGGIO

  • Tenda ferrino gobi 2, pagata 128 euro. probabilmente la cambierò per il viaggio con una quechua 2 secondi molto più ingombrante ma ti permette di riposarti dovunque senza dover impiegare troppo tempo per il montaggio e per lo smontaggio, in più è multistagione mentre la gobi è  estiva.
  • Sacco a pelo Salewa micro 800, di prezzo medio alto ma di qualità eccezionale.
  • Materassino gonfiabile Columbus footpump, per fortuna preso con un grosso sconto del 60 % perchè sicuramente lo cambierò per il viaggio con un materassino Thermarest che ho provato in sardegna.
  • Cuscino gonfiabile SHO , preso su amazon a circa 30 euro, molto per un cuscino gonfiabile ma è veramente buono e sicuramente lo porterò con me  in viaggio.
  • Luce da testa della quechua clic Hike 60 lumen, ce ne sono svariati tipi e come prima lampada da campeggio non ho grandi paragoni ma mi è sembrata piu che buona, dura tanto e illumina quanto basta e il IMG_20170814_144848suo sistema di fissaggio permette di metterla dovunque.

il giorno dopo mi sveglio di buona mattina e cercando di richiudere in maniera accettabile la tenda e il materassino che come sempre li tiri fuori dalla confezione la prima volta poi a rimetterceli c’è da ridere, perdo una buon ora a preparami e alle 9 sono in strada verso piscinas, luogo in cui mi fermerò un paio di giorni per vedere in lungo e largo questa parte stupenda dell’isola.  la strada per arrivarci non è delle più belle e attraverso vari paesini senza degnarli dell attenzione che meriterebbero se solo l alta stagione non li avesse resi dei paesi fantasma svenduti al vicino mare; attraverso oristano e un simpatico ragazzo in un bar mi da delle indicazioni alternative per raggiungere piscinas passando per alcuni paesini non molto tipici ma divisi tra loro da lunghissimi rettilinei immersi in alte piantagioni di mais, qualche casa di legno vecchio, un uomo sul portico di casa con una sigaretta in bocca e subito sembra di essere in quelle lunghe strade del Midwest americano.

Passo MArrubiu ,Terralba e svolto per piscinas.. da qui lo scenario diventa davvero surreale, a tratti sembra di essere tra le colline senesi se non per il mare che vi sbuca tra di loro per poi scomparirvi dietro. ad un tratto l’asfalto finisce ed inizia un tratto di strada bianca in direzione delle famose dune di piscinas..

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sulla strada per piscinas

decido di fermarmi li per la notte nel vicino campeggio Scipadroxiu, ad oggi uno dei più bei campeggi mai visti, immerso in una foresta di eucalipto con le dune che si intravedono tra i monti vicini che si affacciano al mare.

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qualche guado sulla strada per le dune..

E’  ferragosto e decido di accamparmi presto per vedere di fare qualcosa la notte..mi accampo per la notte e faccio presto amicizia con il vicino di tenda, un ragazzo svizzero anche lui  da solo in moto per la sardegna.

La notte ci concediamo un po’ di sterrato notturno e qualche drink al chiosco di una spiaggia vicina. Il giorno dopo lui partirà di buona mattina, peccato, spesso avere un compagno di chilometri può fa piacere, mentre io mi dirigo alla scoperta delle terre vicine..A MIO MALGRADO.. dal campeggio mi dirigo verso la costa a fare un bagno in una delle migliaia di calette raggiungibili attraverso le dune. Risalgo  poi sotto un sole cocente per andare a mangiare qualcosa prima di entrare nell’ entroterra, cibo che poi non troverò.

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caletta nei pressi di piscinas

Su consiglio dei locali mi dirigo dunque verso Arbus, paese famoso per le sue vecchie miniere abbandonate.

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“MONTEVECCHIO MI CI SPEZZO”

Dopo una visita veloce ad Arbus punto verso la spiaggia di Scivu e seguendo delle indicazioni scritte su un fazzoletto di carta prendo la strada sbagliata ad un bivio e mi inserisco in una strada sterrata veramente brutta. Davanti a me per fortuna una panda che apre la strada al suono dei suoi ammortizzatori di primissima qualità..sono in pantaloncini e maglietta a maniche corte, è mezzo giorno, con una bottiglietta d acqua e senza attrezzi (che rimpiangerò amaramente).. andando avanti la strada diventa sempre più brutta e impervia fino a quando dopo mezz ora  la macchina davanti si ferma sicura di trovare consenso in me nel dire che entrambi c ‘eravamo persi e dopo qualche battuta goliardica sulla nostra perizia nella scelta della strada, non sappiamo se tornare indietro o continuare..decidiamo di andare avanti e alla curva dopo cado come un ebete in una curva in discesa. La moto cade su un masso appuntito che sfà a dir poco il para motore e buca un tubicino che porta liquido refrigerante alla testa del motore e piego in maniera inutilizzabile il pedale del freno.. bene, penso subito a stendere due righe per i miei cari di saluti e addii poi il buon senso dei compagni di sventura nella panda mi dicono di andare avanti fino al prossimo paese.. sotto quel sole a 15 all ora solo con il freno anteriore in discesa non è stato facile, ancora meno quando abbiamo incontrato dopo mezz ora un  cartello che indicava il paese di montevecchio ad ancora 40 minuti. La moto soffre visibilmente e sonoramente ma mai quanto me che già sudavo scervellandomi sul come aggiustare quel freno senza ricambi nè attrezzi..Arrivato nel paese di Montevecchio Domenica 16 agosto frotte di gente a tutti gli angoli del paese stavano gia aspettando il primo ebete che prende la strada sbagliata al posto dell asfaltatissima strada parallela e distrugge il pedale del freno, fabbri che si offrono di aiutarmi e meccanici con ricambi originali ecc..gli amici con la panda intanto si erano dileguati appena arrivati in paese già coscienti da svariati chilometri che star dietro a me gli avrebbe fatto perdere un prezioso 2 ore di ferie, e mi lasciano da solo. In paese non c ‘è nessuno,  suono ai carabinieri e suona alla forestale, ma niente, tutti al mare. C’è solo un ragazzo (Gianni) che vedendomi in contromano nella trafficatissima strada principale del paese si preoccupa e mi intima di fare retrofront fino a che non gli spiego il misfatto. Sembrava quasi che stesse aspettando da anni che qualcuno gli chiedesse i suoi attrezzi e super fiero mi porta verso il suo booster NRG 50 dove nel sotto sella aveva un reparto di attrezzi che avrebbe fatto invidia al più preparato centauro..guanti, salviettine, martelli (plurale) brugole,  krick ,acqua..ma niente il pedale del freno non si piega, l’unica e aspettare IMG_20170815_153005il giorno dopo, un più ragionevole Lunedì 17, e forse un meccanico aperto si trova. nel frattempo tra una birra e un caffè vedo passare un Jeeppone stile americano e penso subito che chi ha un affarone del genere debba avere anche un minimo di attrezzi e un po’ di stile avventuriero, e dunque poco convinto mi avvicino  e, seduti,  mi aspettano  tre signori sardi che a suon di ” E’ia” mi rincuorano dicendomi che mi avrebbero aiutato. Basito dalla loro gentilezza dal motto “quando piove ci si  bagna tutti” ci mettiamo di ingegno e come spesso succede in questi paesini dove tutti conoscono tutti iniziano a venire fuori generi, nipoti, zii che avavno una morsa chi delle pinze chi un cannello. Alla fine un genero ha davvero una morsa in un capannone li vicino e dunque come un tedoforo greco tengo in alto la leva del freno mentre gianni col suo booster mi porta in strade che difficilmente credevo fattibili da un 50 cc ma ce la facciamo. La morsa lasciata li su un tavolo sotto le intemperie nel mezzo del nulla ha ai miei occhi un volto quasi sacro come se fosse stata lasciata li in mia attesa, abbandonata per essere ritrovata da me…

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“ÈIA”

 

 

lavoriamo alla leva circa una mezz’ ora e riusciamo a ridargli una forma quasi riconoscibile e la rimontiamo. Ringrazio di stra cuore tutti, sono rimasto veramente colpito dalla loro generosità e me ne vado contento di aver preso quella strada merdosa.

Ci prendiamo una birra tutti insieme e ci salutiamo, sono ormai le 5 di pomeriggio e non vedo l’ ora di stendermi in tenda dopo una doccia gelida.

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I migliori compagni di viaggio

Il giorno seguente mi sveglio reduce da una notte scomoda e fredda pronto a vedere,armato di attrezzi ,cosa si era fatta la moto.. regolo la catena e controllo tutto, alla fine la pelle dura del tenere si è fatta valere e siamo pronti a tornare in strada. da arbus continuo verso la costa e faccio varie inutili tappe tattiche anti caldo e in serata arrivo nei pressi di Cagliari (Èia), a Pula dove su consiglio di molti mi fermo a mangiaredute.

I giorni successivi li passerò purtroppo con base Cagliari a causa di un tremendo colpo di sole. Saranno comunque giorni piacevoli anche se avrei voluto vedere molto anche della costa orientale. purtroppo il fattore tempo in un viaggio di cosi pochi giorni è contro di te e gli inconvenienti sempre dietro l’ angolo.

 

 

 

 

 

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